Carne di bisonte

Il Bisonte

Quando si parla di questo splendido bovide si pensa alle terre oltre oceano, a quelle immense praterie del Nord America attraverso le quali i bisonti correvano senza sosta nei film americani; invece, la storia reale è ben diversa. Se a molti sono note le pitture rupestri di Altamira in Spagna, presso quella grotta definita come la “Cappella Sistina della Preistoria”, in pochi conoscono la storia del Ciottolo di Lustignano – una pietra levigata di 15.000 anni fa con inciso un bisonte (oggi visibile all’interno del Museo Archeologico del Territorio di Populonia a Piombino) e ancora in meno sanno che, tra il 2011 e il 2013, proprio a Corciano, in provincia di Perugia – a pochi chilometri dal nostro allevamento – sono stati rinvenuti reperti fossili dell’età pleistocenica, appartenuti a mammuth, ippopotami, cervidi, bisonti ed equidi. Il Bison Priscus visse in Europa, Asia centrale e Nord America nel corso del Pleistocene; sopravvisse ad una serie di oscillazioni climatiche e scomparve alla fine del Pleistocene, pare, per l’aumento delle aree forestali dovuto all’ultima glaciazione e per l’intensa caccia da parte dell’uomo. Secondo recenti studi l’evoluzione portò prima al più piccolo Bison Priscus Mediator e, poi, alle due forme attuali, il Bison Bonasus (o bisonte europeo) e il Bison Bison (o bisonte americano). Il Bison Bonasus viveva in Europa, ma l’aumento della popolazione e la crescita dell’agricoltura portarono alla loro decimazione, dalla quale sopravvissero solo due popolazioni, una nel caucaso e una nella foresta di Bialowieza in Polonia, dove per volere dei re i bisonti furono da loro protetti. Con la Prima guerra mondiale si giunse al totale abbattimento dei bisonti del Bialowieza e quella del caucaso. Grazie agli zoo dal 1952 si è riusciti a ripopolare proprio la Foresta di Bialowieza. Oggi, il bisonte europeo si trova in nove nazioni, a ovest fino alla Germania e a est fino alla Russia. Il bisonte allevato nei pascoli lungo il lago Trasimeno è il Bison Bison, legato a quel Bison Priscus già presente nel territorio migliaia di anni fa: una storia di resilienza che possiamo raccontare anche grazie al nostro progetto!

La Carne

E’ alquanto buffo poter pensare che un bisonte, così imponente e selvaggio, possa essere associato a un pesce, eppure la sua carne, oltre che essere una vera prelibatezza per palati che cercano un sapore ricco e deciso, è una grande alleata per chi presta attenzione al proprio benessere. Dal punto di vista organolettico la carne di bisonte è molto gustosa e tenera e ben si adatta ai gusti contemporanei in fatto di carne bovina, ha un aspetto brillante, appetitoso ed un gusto eccellente.
Scopri le sue proprietà nutrizionali.

RICCA DI OMEGA 3 E 6

Presenta un alto contenuto di Omega-3 e Omega-6 che la rendono molto simile alla carne del pesce, per questo il bisonte è soprannominato il “salmone delle praterie”.

POVERA DI GRASSI

La carne del bisonte è un’ottima alleata per chi presta molta attenzione al proprio benessere fisico: presenta meno grassi saturi, calorie e colesterolo della carne bovina e suina.

RICCA DI FERRO E PROTEINE

La carne di bisonte contiene una quantità di ferro superiore del 69% rispetto alla carne di manzo. Superiori sono anche le proteine ed è ricca di fosforo, rame, zinco, vitamine B6 e B12.

La pelle e la lana

Il rispetto assoluto che ci lega al bisonte fa si che tutte le parti di questo animali (lana e pelli) vengano utilizzate, oggi come un tempo, per la nostra vita quotidiana. ci siamo ingegnati individuando due modalità di raccolta di questo prezioso manto:
– da un lato, quando gli animali cambiano prato dove pascolare, ci si organizza in piccole e rilassanti “battute di caccia alla lanugine di bisonte”. L’animale, infatti, perde il sottovello in maniera naturale o per il fatto che si rotola per terra;
– dall’altro basta piantare alcuni piccoli chiodi su una tavola di legno posta in verticale e aspettare che i bisonti, soprattutto per loro sollievo, la usino come una sorta di pettine rilassante.
Il sottovello ha una finezza compresa tra i 12 e i 50 micron, simile alla lana di pecora, ma è più caldo, isolante e confortevole anche se umido.
La particolarità della lana di bisonte, oltre all’estrema morbidezza dovuta a un sottovello con una finezza che è compresa tra i 12 e i 50 micron (il cashmere in media è prodotto con la parte migliore di filo con una media di 15 micron) sta nel fatto che:
– non contiene lanolina, per cui se lavata a sciacquata delicatamente, senza centrifugare e alla stessa temperatura non si restringe e non stinge;
– tiene molto, molto caldo ed è isolante. I prodotti sono già disponibili; contattaci per saperne di più!